Qualche massima per riflettere!

Le donne ricordano solo gli uomini che le hanno fatte ridere. 
Gli uomini le donne che li hanno fatti piangere.

(Henri de Régnier) 


Il dubbio non è piacevole, ma la certezza è ridicola.
Solo gli imbecilli sono sempre sicuri di ciò che fanno e dicono.
(Voltaire) 

Spesso si incontra il nostro destino sulla strada presa per evitarlo.
(La Fontaine)

I cambiamenti non avvengono mai senza inconvenienti, perfino dal peggio al meglio.
(R. Hooker)

Il gioco dovrebbe essere considerato l'attività più seria dell'infanzia.
(Montagne)

Dalle nostre convinzioni nascono le nostre azioni,
Dalle nostre azioni si formano le nostre abitudini,
Dalle nostre abitudini deriva il nostro carattere,
Sul nostro carattere costruiamo il nostro destino.
(J.P. Singleton)

Quanto più una torcia fa luce, tanto più si consuma e tanto meno dura
(Baltasar Graciàn)

Tutti i pensieri intelligenti sono stati già pensati, occorre solo tentare di ripensarli.
(W. Goethe)

Se gli uomini non parlano con i bambini smettono di essere uomini e diventano semplici macchine per mangiare e guadagnare soldi.
(John Updike)

Non discutere mai con uno sciocco: gli altri potrebbero non notare la differenza.
(Arthur Bloch)

Ognuno vede quello che tu pari, pochi sentono quello che tu sei.
(N. Macchiavelli)

Per essere se stessi bisogna essere qualcuno.
(Stalislaw Lec)

E' facile ammazzare a volo l'uccello che si leva dritto, ma non quello che devia continuamente
(Baltasar Graciàn)

L'uomo ragionevole adegua se stesso al mondo: l'uomo irragionevole persiste del tentare di adeguare il mondo a se stesso.
(anonimo)

Essere originale è un pregio: volerlo essere è un difetto.
(A. Chauvilliers)

C'è sempre tempo per lanciare una parola, ma non sempre il tempo per riprenderla.
(Baltasar Graciàn)

La cosa che sente più stupidaggini al mondo è probabilmente un quadro di museo.
(EdJ De Goncourt)

Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste.
(M.L. King)

Si odiano gli altri perché si odia sé stessi. 
(Cesare Pavese)