I figli...

Sto partendo per affrontare il nemico, 
per combattere le battaglie, grandi e piccole. 
Sto partendo, Mamma, sto partendo! 
Per favore augurami buona fortuna. 
Mi sono spuntate le ali, voglio volare, 
voglio conquistare le mie vittorie là dove mi attendono. 
Sto partendo, Mamma, ma non piangere: 
lascia che io trovi la mia strada. 
Voglio vedere, toccare e ascoltare, 
anche se ci sono pericoli, anche se ci sono paure. 
Gioirò dei miei sorrisi e asciugherò le mie lacrime;  
per favore lascia che io dica ciò che ho da dire. 
Parto per cercare il mio mondo, i miei sogni, 
per trovare la mia nicchia, per ricucire gli strappi. 
Ricorda, mentre seguo le mie rotte, 
che ti voglio bene, comunque. 
(Brooke Mueller)


Se riesci a mantenere il controllo quando tutti intorno a te lo perdono  
e te ne fanno una colpa;  
se riesci ad aver fiducia in te stesso quando tutti ne dubitano,  
ma concedi attenuanti al loro dubitare;  
se riesci ad aspettare e a non stancarti nell’attesa,  
o quando gli altri mentono tu non ti abbandoni alla menzogna,  
o quando ti odiano non ti abbandoni all’odio,  
e tuttavia a non sembrare troppo buono e a non parlare troppo saggiamente;  
se riesci a sognare senza che i sogni diventino il tuo padrone;  
se riesci a pensare e a non fare dei tuoi pensieri il tuo scopo, 
se riesci ad affrontare il Trionfo e la Sconfitta  
e a trattare questi due impostori allo stesso modo;  
se riesci a sopportare di sentire la verità che hai detto  
distorta da bricconi per abbindolare gli sciocchi,  
o a vedere le cose a cui tu hai dedicato la vita, rotte,  
e a chinarti e ricostruirle con arnesi logori;  
se riesci a fare un solo fascio di tutte le tue vincite  
e rischiarle in blocco a testa e croce,  
e perdere, e ricominciare tutto da capo,  
e non dire una parola sulla perdita;  
se riesci a costringere cuore, nervi e tendini  
a servire al tuo scopo quando sono da tempo sfiniti,  
e a non mollare quando non resta altro in te  
che la Volontà che dice “Non mollate!”  
Se riesci a parlare alla folla e a mantere la tua integrità,  
a camminare con i Re senza perdere il contatto con la gente,  
se né i nemici né gli amici più cari possono ferirti,  
se tutti contano per te, ma nessuno troppo;  
se riesci a riempire un implacabile minuto  
con sessanta secondi degni di essere vissuti,  
tua è la Terra e tutto quello che è in essa,  
e, quel che più conta, tu sei un Uomo, figlio mio.  
(Rudyard Kipling)


Si sono appropriati di ogni nostro gesto
hanno gli stessi occhi,
la stessa inclinazione a contar storie
magari un viso somigliante 
soffrono come noi dell'ingiustizia. 
Vivono in un mondo di case rimpicciolite 
castelli spaziosi ed alte torri 
circondati da fantasmi con nomi misteriosi.
Parlano una segreta lingua di uccelli e di burattini.
In genere ci ignorano. 
La nostra vendetta consiste
nel guidar le loro vite e obbligarli a copiare segrete frustrazioni, 
ma ogni notte, liberi, ci uccidono nei sogni.
Inoltre si ammalano, pure, e 
hanno ancora bisogno di noi. 
Ci conquistano con piccole parole 
e praticano la magia tenacemente. 
Eppure niente potrà impedire 
che sui loro corpi il dolore si accanisca, 
che commettano errori e che crescano. 
(Horacio Salas)